Capitelli, chiese.

 

Come mai nella loro storia hanno visto tanta gente passargli davanti.

In auto troppo spesso, raramente a piedi.

Il transito veloce di migliaia di cittadini assume un nuovo valore, crea nuove relazioni sociali, fatte di brevi sguardi, tra persone chiuse in auto.

L'intensità e le vibrazioni dell'animo, questa volta, sono date dagli armortizzatori, dalle buche, dai martelli pneumatici, dai rossi, dai gialli e dai verdi.

Le preghiere, se ci sono, sono inserite tra le marce, tra le sterzate e le imprecazioni, tra l'incrocio di telefonate e di sms.

Il traffico oramai assomiglia sempre più ad una cantilena senza senso, ad un rosario sgranato alla velocità dell'autovelox.

Non più profumo d'incenso, di terra pulita, di vestiti dignitosi e di affinità spirituale tra la gente, ma diffidenza, odore di aiuole smerdate, di micropolveri e raschiante grigio malefico.

In attesa di un prezzo al litro più basso, per risparmiare due cents.

Certi navigatori, quando passi vicino ad una chiesa,

la segnalano con un rintocco di campane.